Rifletti un attimo… hey qui abbiamo una tecnologia analogica vincente nel tempo!
Questa tecnologia è composta dalla bici e dalla sua infrastruttura, ossia la ciclabile in sede protetta. Assieme diventano una TECNOLOGIA UNICA che funzionava nel passato e che senza subire alcuna modifica tecnica radicale, continua a funzionare perfettamente oggi e lo farà anche domani.
Queste due tecnologie analogiche del passato…
…sono semplicemente le stesse nel futuro.
Il semplice paragone.
Guardando queste immagini si evince la realtà. Una antica bici di fine ‘800 (Sharratt & Lisle) assolutamente simile ad una bici da città in uso oggi e una ciclabile di inizio ‘900 assolutamente identica ad una odierna.
Il vero stargate urbano.
Tecnologie rimaste immutate nel tempo che rendono la città vivibile. Offrono una mobilità individuale in rete che collega tutta la pianta urbana, è sostenibile ed è straordinariamente economica. Sono la cassetta degli attrezzi per le città del futuro. Qualsiasi città congestionata dal traffico può adottare queste tecnologie e offrire una alternativa di mobilità sempre efficiente. Questi due attrezzi se usati bene assieme funzionano alla grande, producono un coefficiente di funzionalità ed un rendimento altissimo. Durano intatte nel tempo e si implementano con facilità ed economia. Al contrario degli altri mezzi di trasporto è l’unico sistema che offre i migliori vantaggi che tutti ambiscono.
› INDIVIDUALITÀ
› INFRASTRUTTURA

L’utenza massiva moderna della tecnologia analogica.
Cosa accade quindi alle città che implementano questa tecnologia analogica? Semplicemente quello che si vede in questa foto, la rappresentazione del suo funzionamento, utenza massiva, collegamento urbano, libertà di spostamento, mobilità gratuita, sicurezza, meno automobili. Infatti, domanda sorge spontanea, ma quante automobili in meno si possono dedurre da questa immagine?
L’antropologia analogica.
Vi è poi una componente antropologica che conserva i gesti che l’essere umano ha da sempre fatto per millenni, quello di fermarsi in qualsiasi momento e decidere di entrare in un negozio, incontrare qualcuno, prendere un caffè, gesti semplici, istintivi, incondizionati… gesti liberi. Accade anche attraverso una “spazialità” che solo una bici ed una ciclabile a bordo marciapiede può offrire ed è molto vicina a quella del pedone. Ma questa gestualità istintiva non è altro che l’humus urbano, interazione sociale, la matrice progettuale che tiene in considerazione le basilari esigenze umane.

Humus urbano della tecnologia analogica del trasporto.
Da queste immagini è possibile capire come la nostra tecnologia analogica è compatibile con la gestualità istintiva. Sulla spazialità della mobilità puoi leggere questo articolo di qualche tempo fà.
“Il ritorno al futuro è con la tecnologia del passato.” Go Back!



